Marco Angioloni – Tenore e Direzione
Dal 2023 il tenore Marco Angioloni divide la sua attività tra palcoscenico, recital e la direzione dell’ensemble Il Groviglio. Laureato delle Fondazioni Royaumont e Cini, si è formato a Firenze e Parigi, specializzandosi nel repertorio barocco presso il CMBV di Versailles. Dal suo esordio nel 2013, ha collaborato con direttori quali Christophe Rousset, Ottavio Dantone e Jean-Christophe Spinosi, esibendosi in sedi prestigiose come il Teatro Colón di Buenos Aires, il Théâtre des Champs-Élysées e l’Opéra Royal de Versailles. I suoi tre album solisti (Il Canto della Nutrice, A Baroque Tenor, Dolce Vita) sono stati acclamati dalla critica internazionale (Diapason, Opéra Magazine, Musica). Nel 2023 ha debuttato come direttore con Poro e Rinaldo di Händel, di cui ha siglato la prima registrazione mondiale per Glossa e Château de Versailles Spectacles. Tra gli impegni recenti figurano i debutti all’Opéra de Nice, al Festival Monteverdi di Cremona e la direzione dell’Orchestra dell’Opéra Royal de Versailles nel Sosarme di Händel.
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AMORE TOSCANO

Toscana, culla incantata del teatro in musica

Ensemble Il Groviglio

Quando si parla della nascita dell’opera, si pensa subito a Monteverdi e al suo
Orfeo. Tuttavia, è proprio a Firenze, nel circolo della Camerata riunita attorno al
conte Giovanni de’ Bardi, che questo nuovo genere trova le sue radici.

Poeti, umanisti, scienziati e musicisti cercano di ricreare lo spirito della tragedia antica:
un teatro cantato in cui la musica esalti il testo, senza dominarlo.
Da questa ricerca nasce lo stile rappresentativo, una scrittura vocale vicina alla
declamazione, che pone l’espressione delle parole al centro del discorso musicale.
È in questo contesto che Jacopo Peri compone Dafne (1598, oggi perduta) e poi
Euridice (1600), considerate le primissime opere della storia.Giulio Caccini, con Le
nuove musiche (1602), afferma l’importanza della monodia espressiva.
Attorno ai Medici gravitano anche altre figure musicali: Francesco Rasi, Marco da
Gagliano, Lorenzo Allegri,
e compositori meno noti come Brunelli, Bucchianti o
Carbonchi,
fino ai più tardi Antonio Cesti e i fratelli Melani, tutti testimoni di
quella fervente creatività.
Così, la Firenze degli anni 1600 si rivela come un autentico laboratorio artistico,
dove l’opera nasce non dall’ispirazione di un solo genio, ma da una riflessione
collettiva sulla potenza espressiva della musica.

Il programma è formato da opere composte per i Medici tra il 1598 e il 1665, create da
compositori tutti toscani. Marco Angioloni ha costruito questo progetto come una vera e
propria ode alla sua Toscana natale, cantando qui all’interno del suo stesso albero genealogico.
.

Ensemble Il Groviglio: In italiano, “groviglio” significa “intreccio”: un’immagine che illustra perfettamente sia l’estetica barocca sia l’essenza dell’ensemble Il Groviglio.
Il Groviglio riunisce musicisti oggi tra i più riconosciuti nelle loro specialità, formatisi a Parigi, Firenze, Basilea
e Versailles.
Con sede a Pontoise (95), l’ensemble si dedica al repertorio italiano dei secoli XVII e XVIII,
mettendo in luce compositori poco conosciuti come Stradella, Provenzale o Draghi.
Fin dai suoi esordi, Il Groviglio si è esibito in numerose stagioni musicali e in festival prestigiosi: il Festival
Baroque de Pontoise, il Festival Händel di Halle (Germania), il Festival Monteverdi di Cremona (Italia), il
Festival “Embaroquement Immédiat” e Château de Versailles Spectacles.
Le sue registrazioni, pubblicate dalle etichette Château de Versailles Spectacles, Glossa e Da Vinci Classics,
comprendono: Il Canto della Nutrice (2020), Santa Editta di Stradella (2021), Poro, Re delle Indie di Händel (2024) e Rinaldo (inedita versione del 1731, pubblicata nel 2025).