La Venexiana al Teatro Romano di Volterra sovverte i codici con un gioco di eros, memoria e modernità. Uno spettacolo del Festival Internazionale che illumina la scena.
TDO Compagnia Teatrale
in collaborazione con il Teatro di Roma–Teatro Nazionale
LA VENEXIANA
da anonimo del 1500
con: Alessandro Mannini, Rocco Petrillo, Gilda Rinaldi Bertanza,
Rachele Spinozzi e Claudia Tortora.
Regia Luca Simonelli
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LA VENEXIANA

 Da Anonimo del 1500

Regia LUCA SIMONELLI

Spettacolo teatrale che ha debuttato in anteprima al Teatro India di Roma, “La venexiana” è una commedia scritta da un italiano anonimo del XVI secolo. Il titolo La Venexiana si riferisce alla storia ambientata a Venezia che vede protagoniste due donne, Anzola (Angela) e Valiera (Valeria), frustrate per il vuoto sentimentale della loro esistenza dettato dalla loro condizione rispettivamente di vedova e di donna sposata ad un uomo incombente eppure inesistente. La brama delle due patrizie è rivolta alla conquista di un giovane forestiero, Giulio, appena giunto in città. La scoperta del testo originale di anonimo – rinvenuto nella Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, dove tuttora è conservato – si deve al filologo Emilio Lovarini che per primo lo trascrisse, pubblicandolo nel 1928 a Bologna per Zanichelli. Il manoscritto pare essersi ispirato a fatti di cronaca, o comunque pettegolezzi di carattere mondano, che interessarono esponenti del patriziato veneziano, fra il 1535 e il 1537. Nulla si sa dell’autore, eccetto che doveva trattarsi quasi sicuramente di personalità colta appartenente ad un circolo di letterati. La vicenda è pretesto quindi per tracciare uno spaccato dell’aristocrazia veneziana nell’ottica, prima d’allora inedita, che vuole il gioco amoroso diretto dalla donna anziché dall’uomo. Un piccolo gioiello di commedia teatrale dove i ruoli del gioco amoroso non sono più definiti e l’erotismo spinto assume una connotazione quasi più rivoluzionaria che ostentatamente fine a sé stesso. Il testo ha subito diversi adattamenti, anche cinematografici, tra cui si ricorda il film di Mauro Bolognini. Questa versione teatrale, in un atto unico, si discosta dall’originale nel linguaggio, italianizzato e non più vernacolare, e nella volontà di evocare di più le dinamiche emozionali di un gioco seduttivo che presentarle ad un pubblico contemporaneo assuefatto da un erotismo più che manifesto. Il tentativo è quello di valorizzare la leggerezza e l’ironia della commedia che rimanda ad un passato fascinoso, capace di coinvolgere una platea moderna attraverso l’abilità attoriale del quintetto di interpreti Alessandro Mannini, Rocco Petrillo, Gilda Rinaldi Bertanza, RachelenSpinozzi e Claudia Tortora. Spettacolo in collaborazione con Fondazione Teatro di Roma, Teatro nazionale.