LA GUERRA È FINITA
di MANUELE GILIBERTI
La guerra di Troia, il grande affresco creato da Omero con la scrittura dell’Iliade narra le dolorose vicende di una guerra dove la pietà non è prevista.
La narrazione è tutta al maschile: gli eroi sono i veri protagonisti e le loro azioni costituiscono il fulcro della vicenda.
Il pianto delle Troiane invece punta un focus sulle donne e sul loro ruolo quando la guerra sconvolge la loro normalità.
E queste donne pronunciano sono dure, spesso dolorose o crudeli. Non conoscono quelle donne giustificazione o perdono ma sentono la pietà e la speranza di un riscatto.
Andromaca, Ecuba, Briseide (che pure troiana non è) e perfino Elena la fedifraga, la colpevole forse di tanto scempio, alzano la propria voce: per sete di giustizia, per chiedere pietà o per ottenere vendetta?
Ascoltando le parole di queste figure, ognuna di per se stessa indimenticabile, e sentendo i loro pensieri divenire riflessioni dette, vedremo, come nel teatro delle ombre, ciò che appare e ciò che è verità senza forse comunque distinguere del tutto tra apparenza e realtà. Come il bianco e il nero quando li si accosta perdono per un attimo i loro contorni decisi.
E così, su quella spiaggia, in attesa di salpare verso la Grecia si consumerà la presa di coscienza di animi femminili che scoprono diritti e dignità.
Una riflessione quanto mai oggi attuale e che riporta alla mente immagini, occhi e dolore di un mondo colpito nuovamente da guerre e violenza .
Manuel Giliberti