di FRANCO CUOMO
Adattamento drammaturgico SIMON DOMENICO MIGLIORINI
Nuovo Allestimento in Prima Nazionale
Sinossi
Una notte in cui l’attesa ha ormai esaurito il desiderio. Nell’arco di un’unica notte — spazio temporale e mentale di un’intima confessione scandita in sette stanze, dalle ore undici all’alba — un avventuriero di oscuri natali come il nostro eroe veneziano, fattosi cavaliere da solo “rubando otto lettere all’alfabeto che è proprietà di tutti”, si adopera per ridimensionare la mistica del potere nel mondo.
Nella drammaturgia di Cuomo non c’è posto per storie comuni o per gente qualsiasi. Il suo diritto a inseguire il “fantastico puro” della Storia lo conduce a considerare, come condizione per l’elaborazione della trama e la definizione del personaggio, la sua sospensione al di sopra o al di sotto del resto del genere umano: verso la santità o verso la dannazione, mai verso una quiete terrena. A differenza delle rappresentazioni tradizionali che lo ritraggono come un semplice seduttore, quest’opera offre una visione profonda e poliedrica, in cui Casanova diviene simbolo delle contraddizioni umane. Il lavoro reinterpreta la figura del veneziano in chiave contemporanea, esplorando temi universali come il desiderio, il potere e l’identità attraverso un’eleganza poetica capace di fondere rigore storico e linguaggio moderno.
Note di regia
Questa mia nuova versione è il frutto di un ulteriore riflessione sulla riscrittura del testo di Cuomo, uno spettacolo in parte diverso da quello andato in scena lo scorso anno. Il teatro è una materia sempre in movimento, non si ferma neppure quando una messa in scena ottiene, come in questo caso, un così largo consenso. Pensavo di volerlo riproporre per festeggiarne il successo ma forse in realtà, dentro di me, volevo presentare questa nuova versione, arricchita di alcune scene che avevo tagliato nella versione precedente e di accorgimenti testuali e scenici dei quali ritenevo avesse bisogno. Mi accompagneranno sulla scena anche nuove interpreti.
Senza tradire il linguaggio di Franco Cuomo e la sostanza del testo originale — concepito come un lungo monologo — ho voluto introdurre, nella mia riscrittura delle figure femminili, che di volta in volta interpretano le donne evocate dai ricordi e dai pensieri del protagonista. Ho pensato che questa scelta potesse permettere al percorso introspettivo di Casanova il dispiegarsi con maggiore naturalezza, trasformando lo spettacolo in un viaggio immersivo capace di andare oltre la mera narrazione.
È una confessione che rivela un Casanova al di là degli schemi e dei pregiudizi: un uomo complesso, profondo, capace di dialogare con i sogni e le inquietudini dell’uomo moderno. Un testo che mi ha folgorato fin dalla prima lettura, perché restituisce al proverbiale libertino la sua valenza di simbolo senza tempo, capace di dare voce alle contraddizioni umane. Cuomo ne fa emergere un ritratto inedito, lontano dagli stereotipi: un uomo fragile e nostalgico che trascorre una notte sospesa tra memoria e desiderio. La potenza del linguaggio teatrale (che valse a Franco Cuomo il Premio Flaiano) non può non stimolare nello spettatore un’insolita e rara partecipazione, sia emotiva che intellettuale. La speranza, ogni volta, è quella di esserci riuscito.
Simon Domenico Migliorini è stato insignito del
FRANCO CUOMO INTERNATIONAL AWARD PER IL TEATRO
con la seguente motivazione:
“Attore e regista di grande sensibilità, interprete di un teatro colto, intenso e multidimensionale. Con il Festival Internazionale Teatro Romano Volterra, da lui ideato e diretto, ha saputo creare un laboratorio vitale di confronto tra il teatro classico e la sperimentazione contemporanea, trasformandolo in un punto di riferimento per la scena nazionale e internazionale. Migliorini ha portato in scena Una notte di Casanova di Franco Cuomo con una regia sobria e raffinata e un’interpretazione intensa e misurata; ha saputo cogliere con profonda sensibilità l’essenza e lo spirito dell’opera, restituendo al pubblico un Casanova crepuscolare, sospeso tra nostalgia e consapevolezza. Nel solco della scrittura di Cuomo, ha trasformato il mito del seduttore in una riflessione universale sul tempo, sulla memoria e sull’identità, conferendo nuova vita a un testo di straordinaria densità letteraria. La messinscena, sostenuta da un impianto visivo e sonoro di grande eleganza, ha preservato la forza evocativa della parola di Cuomo, rendendola viva e attuale per lo spettatore contemporaneo. Il dialogo fra teatro, musica e immagine — cifra distintiva della poetica di Migliorini — ha generato uno spettacolo di intensa suggestione, dove la classicità si è fatta linguaggio moderno e il mito ha ritrovato la propria umanità”.