Di ROSARIO GALLI
LEGIMUS ET LOQUIMUR – Presentazione libraria
Dopo il grande successo del suo primo romanzo L’Amico Imperfetto (Fila37 Editore), Rosario Galli – drammaturgo, sceneggiatore, attore e regista, autore di cult teatrali come Uomini sull’orlo di una crisi di nervi, tradotto in cinque lingue e rappresentato in tutto il mondo – torna in libreria con Vite sospese (LeStorie Edizioni), un romanzo di rara potenza emotiva e profondità psicologica.
Un libro che non si limita a raccontare, ma scava, interroga, disintegra e ricompone, in un viaggio vertiginoso nella psiche, nell’arte, nel dolore e nella ricerca di salvezza.
Una discesa agli inferi dell’anima in cui la scrittura stessa diventa strumento di sopravvivenza, confessione e resistenza.
L’INFERNO INTERIORE DI UMBERTO TORTOLINI
Nel cuore del lockdown mondiale, Umberto Tortolini, 68 anni, regista teatrale, affronta la depressione e l’isolamento attraverso la scrittura di un diario. Le sue riflessioni sull’esistenza, sulla memoria e sull’arte si alternano a ricordi, digressioni e a una domanda che torna come un’eco: Cosa resta davvero di una vita, quando tutto sembra crollare?
Accanto a lui, la voce di Betta, una donna fragile e coraggiosa, intrappolata in una catena di “secondi posti”: seconda figlia, seconda amica, seconda scelta. Due esistenze che non si incontrano mai, eppure si riflettono l’una nell’altra come due frammenti dello stesso dolore.
Tra i loro mondi sospesi si insinua un terzo protagonista: il Teatro, luogo reale e simbolico, rifugio e condanna, spazio in cui si consuma la più grande domanda del romanzo: Può ancora l’arte salvarci, quando tutto il resto è perduto?
STILE, STRUTTURA, VISIONE
Vite sospese è un romanzo che procede per lampi e confessioni, alternando diario, monologo interiore e frammenti dialogici taglienti tra l’autore e il suo “Alter”.
La scrittura, dinamica e visiva, sembra muoversi come in scena: luci, ombre, stacchi improvvisi, rivelazioni che diventano specchi.
Un’opera che sfida il lettore, lo trascina dentro le inquietudini di un’epoca e gli chiede, senza retorica: Ti sei mai sentito sospeso, anche tu, tra la vita e la sua rappresentazione?
“Il tempo non esiste, il mondo non esiste, ci siamo solo noi due, e il teatro vuoto. Chi non è mai stato in un teatro vuoto, di notte, a parlare con i fantasmi del palcoscenico, non sa cosa sia l’essenza del Teatro.