Ha ricevuto il Premio Ombra della Sera alla carriera nel 2013

Premio “Tommaso Fedra Inghirami” Ombra della Sera alla carriera
La sua è una carriera costellata di successi ottenuti con l’impegno proprio di un grande professionista, e caratterizzata da un percorso artistico di livello. Ha interpretato i personaggi più significativi del repertorio classico, debuttando con il Macbeth, nel 1953, diretto da Orazio COSTA. Dopo un periodo di sodalizio artitsico
con la compagnia Proclemer –Albertazzi, ha fondato nel 1961 con Valeria Moriconi, Franco Enriquez, Emanuele Luzzati, “La compagnia dei quattro”, con cui ha portato nei teatri italiani i testi di Shakespeare, Pasolini, Brecht e Beckett. Nel 1981 ha fondato la compagnia Mauri – Sturno, con cui ha messo in scena testi originali della
più importante drammaturgia contemporanea come: “Il signor Puntila e il suo servo Matti”, e ancora “Dal silenzio al silenzio” da Samuel Beckett, e classici come “Re Lear”, “La tempesta”, “Edipo Re”, “Edipo a Colono”. Con questi ultimi è stato spesso ospite del teatro greco di Siracusa. La scorsa stagione lo ha visto ancora
interprete della drammaturgia contemporanea con “Quello che prende gli schiaffi” di Leonid Nikolaevich Andreev, e “Da Krapp a senza parole” di Beckett, che grazie al successo ottenuto dalla critica e dal pubblico, sarà ripreso nella prossima stagione. Il suo è un percorso artistico caratterizzato da scelte forti e coraggiose, a volte controcorrente rispetto alle richieste del mercato, fatte nella consapevolezza che solo nell’indipendenza, si possa garantire la libertà degli intenti artistici. La prossima stagione lo vedrà interprete di “Una pura formalità”, spettacolo tratto da un adattamento del film di Giuseppe Tornatore. Numerosi i premi ricevuti nella sua carriera artistica, oltre al titolo di “Grande Ufficiale al merito della Repubblica italiana”. Un premio si aggiunge a questi stasera, quello alla carriera intitolato a Tommaso Fedra Inghirami, che siamo lieti di consegnare a Glauco Mauri.
Il Direttore Simon Domenico Migliorini:
“Artisti come Glauco Mauri, appartengono al Mito, alla meraviglia, rappresentano i fari e le scintille grazie alle quali abbiamo deciso di occuparci di teatro. Ritengo che siano la genesi terrena di quel vasto firmamento luminoso al quale spesso rivolgiamo lo sguardo in cerca di molte cose alcune delle quali strettamente di loro competenza: conferme e ispirazione”.